Come si insegna un flip in modo sicuro, partendo dal morbido per arrivare al cemento? È la domanda da cui è nato PK-TRAMPS, «From Bounce to Concrete: Integrating Trampoline Skills into Parkour Coaching», il progetto Erasmus+ Sport (KA182, mobilità dello staff sportivo) che KRAP TEAM ASD ha realizzato tra marzo e ottobre 2026 con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Gioventù.
Quattro persone del nostro staff, gli istruttori Ivleo Calvelli, Davide Rizzi e Pedro Leon Gomez «Phosky», e Marco De Rosso, responsabile della documentazione foto e video, hanno passato due settimane a osservare e a lavorare accanto a chi usa il trampolino ogni giorno, per portare a casa metodi di insegnamento, tecniche di sicurezza e nuove idee per i nostri corsi.
Svezia: il West Coast Playground Festival
Dal 30 giugno al 7 luglio siamo stati ospiti di Alternativ Aktivitet Väst al West Coast Playground Festival 2026, che quest’anno si è spostato nella nuova sede di Uddevalla: un festival che mette insieme parkour, trampolino e tricking, con istruttori e atleti da tutto il mondo.

L’arrivo al festival in Svezia.
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La pioggia ha fatto saltare molte gare, e ci ha costretti a cambiare programma: ci siamo spostati in una palestra di ginnastica artistica e alla Xflow Gym, con foam pit, trampolini e spring floor. Ci è andata bene: abbiamo visto da vicino come si progredisce quando l’ambiente invita a provare.
Cosa ci siamo portati a casa:
- il trampolino dà tempo: riduce lo sforzo e lascia più tempo in aria per pensare al movimento. Serve a costruire l’air awareness, non solo i trick difficili, ed è utile anche per uscire bene da un salto partito male;
- l’intervista a Kevin Franzen, che usa il trampolino fin da bambino e lo usa per insegnare i flip e perfino precision;
- i dettagli tecnici, come il lavoro sul tuck (chiusura nei flip) degli atleti di trampolino, da portare nei corsi di parkour;
- come si organizza un evento: audio, spazio per il pubblico, uno speaker che racconta le run e uno staff medico sempre presente.

L’allenamento alla Xflow Gym, in Svezia.
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Austria: Airparc, 4 Elements Academy e Bagjump
Dal 9 al 16 agosto siamo stati in Tirolo, ospiti di Airpatrol extreme-Agency (Airparc), con le visite alla 4 Elements Academy, e ne abbiamo approfittato per visitare anche la sede di Bagjump. Ci siamo arrivati da Schio in auto condivisa: il modo a minor impatto per viaggiare in tanti verso mete vicine.
Qui abbiamo lavorato su trampolini professionali, airtrack, airbag e strutture gonfiabili, e abbiamo visto che il segreto non sono solo gli atterraggi morbidi: anche le partenze morbide tolgono la paura e permettono di «committare». La lezione più chiara è stata la scala di progressione:
- trampolino su airbag;
- blocchi e cubi gonfiabili sull’airbag;
- strutture morbide e airtrack;
- parkour park su materassi;
- superficie dura.


Davide e il salto in avanti in cinque livelli, dal più semplice al doppio giro, sul trampolino dell’Airparc.
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L’ultimo giorno ogni istruttore ha seguito un allievo sul backflip, ognuno con il suo metodo, e abbiamo confrontato i risultati. Sullo spotting abbiamo imparato a passare dall’aiuto diretto a quello indiretto man mano che l’allievo prende confidenza, a dare poche informazioni tecniche alla volta, a far sentire la mano sulla schiena e a rispettare i tempi di ciascuno.


Dal salto all’indietro singolo al doppio, fino al triplo: i tentativi e le chiusure in Austria.
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Cosa cambia a KRAP
- Nei corsi useremo progressioni scomposte in passaggi, dal morbido al duro, con un approccio pratico prima che teorico.
- Riorganizzeremo gli spazi del Krapannone perché invitino a provare, con più spazio intorno alle partenze, e sfrutteremo meglio il nuovo trampolino ACON-X.
- Il trampolino allunga e rende più piacevole la sessione: per questo vogliamo renderlo una parte stabile dell’allenamento, senza dimenticare che il parkour si porta sempre sul duro.
- Abbiamo nuovi contatti e rafforzato i precedenti in Svezia e in Austria (Nordic Monkeys, KIPA, 4 Elements Academy, Bagjump) per costruire eventi e progetti futuri.
Più ragazze nel parkour
In Svezia le donne in gara erano pochissime, e lo stesso succede da noi. Uno degli obiettivi del progetto era capire come rendere il nostro ambiente più accogliente: ne abbiamo parlato con istruttrici e atlete incontrate durante le mobilità e abbiamo lanciato la domanda alla community, con un post che ha avuto un grande riscontro, segno che la tematica è importante e sentita dalla community.

La domanda alla community: cosa porterebbe più ragazze nel parkour?
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Il PK-TRAMPS DAY al Krapannone
Sabato 24 ottobre abbiamo restituito il progetto alla nostra community: Open Gym, il racconto delle due mobilità e un workshop di trampolino per gruppi di età, con le progressioni di backflip, frontflip, side e back 360, filmate per la nostra libreria video.
Nel workshop Ivleo, reduce dalle mobilità, ha condiviso le tecniche con Franco e Michea, mettendo in pratica la scala di progressione e lo spotting portati da Airparc; con loro Daniele, istruttore di parkour di Brescia, che ha portato le sue strutture in legno e seguito il workshop degli istruttori insieme a Valentino. Il pomeriggio si è chiuso con un gioco a squadre di Game of Tag.

L’annuncio del PK-TRAMPS DAY, con il programma della giornata.
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La libreria video
Le progressioni filmate durante il progetto diventano una piccola libreria di video tutorial per i nostri istruttori e per chiunque voglia imparare in sicurezza.
Presto qui i link ai video.

Progetto cofinanziato dall’Unione europea, programma Erasmus+ Sport, KA182, progetto n. 2025-2-IT03-KA182-SPO-000379204. Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia Italiana per la Gioventù. Né l’Unione europea né l’autorità concedente possono esserne ritenute responsabili.

